Focus

Giurisprudenza: due casi interessanti.
(a cura di Anna Guardavilla)

Nei link qui di seguito pubblichiamo i commenti che la giurista Anna Guardavilla ha rilasciato in esclusiva per noi in merito a: Cassazione Penale, Sez. IV, ud. 11 dicembre 2015 n. 90 e Cassazione Civile, Sez. Lav., 5 gennaio 2016 n. 34.

Nel primo caso, la Cassazione si è pronunciata sulle responsabilità relative ad un infortunio non mortale occorso ad un operaio di una ditta esecutrice cui erano stati affidati alcuni lavori di sistemazione autostradale.
In particolare il lavoratore, mentre operava in area autostradale nella veste di segnalatore mediante bandiera di un cantiere in allestimento, era stato investito da un veicolo mentre era intento a segnalare l’approssimarsi del restringimento della carreggiata in presenza di cantiere autostradale in allestimento e a deviare conseguentemente la circolazione sulle porzioni di carreggiata più interne.
Si tenga conto che nel medesimo cantiere erano presenti anche altri operai che stavano predisponendo tale restringimento di carreggiata, promuovendo la deviazione del traffico dalla terza corsia (di sorpasso) alla seconda corsia (intermedia).

Nel secondo caso, la Cassazione conferma la decisione della Corte d’Appello che aveva condannato una s.p.a che gestiva una Tangenziale al risarcimento del danno in favore di un lavoratore casellante che aveva contratto un infarto del miocardio con conseguente patologia cardiaca a seguito di una rapina subita durante l’attività lavorativa, nel corso della quale egli era stato anche minacciato con un’arma da fuoco.
Secondo il lavoratore l’infarto, che era sopravvenuto dopo due mesi e mezzo dalla rapina, era “ascrivibile alla condotta della datrice di lavoro, che non aveva approntato le “giuste cautele” per preservare l’integrità dei lavoratori addetti all’esazione del pedaggio, facendolo risalire allo stress lavorativo protrattosi nel tempo dopo la rapina”.

A corredo dei commenti di Anna Guardavilla anche il testo di ciascuna sentenza.

mercoledì, 10 febbraio 2016

Claudio Galbiati, Regulatory & Technical Affairs Manager presso 3M Italia, ci ha rilasciato una lunga intervista a ridosso del nostro convegno dedicato ai Lavori in presenza di traffico. Parte integrante di una serie di approfondimenti e interviste svolti dal Comitato di Gestione di ORO, questo colloquio ha tracciato una panoramica generale sulla situazione dei dispositivi di protezione individuale e sulla segnaletica, da un punto di vista relativo all'innovazione tecnologica e alla normativa inerente, sia in Italia che in Europa.

Per ulteriori dettagli si veda l'articolo già pubblicato dal titolo " ISO 20471 una sintesi da 3M " che contiene anche un pdf illustrativo.

Venerdì, 29 gennaio 2016

Oltre la rifrangenza

A cura di
Attilio Pagano
(Hirelia srl)

IL VALORE FORMATIVO DEL VIDEO “STORIA DI UNA SEGNALAZIONE”


Il video “Storia di un segnalazione - Butterfly Effect” è stato realizzato nel quadro del progetto “Informazione e Formazione Adeguate”, realizzato dalla Commissione sicurezza di Fise Acap con la collaborazione di Hirelia. Lo spunto narrativo e le forme di comunicazione del video corrispondono ai seguenti obiettivi caratteristici di un buon impiego dei prodotti multimediali della formazione dei lavoratori:

  • ri-attivare e focalizzare l’attenzione dei partecipanti al corso;
  • procurare impressioni di riconoscimento e identificazione che avvicinano ai contenuti di apprendimento;
  • sollecitare riflessioni sul legame tra i contenuti e la propria mappa di ruolo (ruolo del partecipante e ruoli ad esso contigui).

Lo spunto narrativo del video è la storia della segnalazione di Mario, un operaio manutentore, che durante un intervento di routine sul cestello elevatore, a causa del rotolamento del suo cacciavite, si accorge di una anomala inclinazione del piano di lavoro.
La storia è ripetuta quattro volte con varianti diverse e conseguenti diversi esiti. Le varianti della storia coinvolgono non soltanto Mario, ma anche alcuni suoi ruoli contigui, in primo luogo il suo preposto. Dal punto di vista della forma comunicativa, tutta la vicenda è introdotta e conclusa da un cartone animato che lega la vicenda del cacciavite che rotola al cosiddetto effetto farfalla (Butterfly Effect). È questa una nota rappresentazione del fatto che, nei sistemi complessi, non c’è corrispondenza tra intensità delle cause e intensità degli effetti: una piccola perturbazione può avere conseguenze molto gravi.

Il conseguimento dell’obiettivo di ri-attivare a focalizzare l’attenzione dei partecipanti al corso è realizzato proprio dalla sorpresa generata dall’animazione di apertura del video in cui si vede una farfalla trasformarsi in un cacciavite.
L’obiettivo del riconoscimento e della identificazione nella vicenda è realizzato con la presentazione di personaggi e ambienti familiari ai partecipanti ai corsi di formazione
Infine, l’obiettivo della riflessione sul legame tra i contenuti del video e il ruolo dello spettatore (lavoratori e/o preposti) è favorito dalla scoperta che la variazione degli esiti della storia della segnalazione di Mario è riconducibile ai comportamenti diversi dei personaggi nelle diverse versioni della storia stessa.
Nei corsi di formazione in cui questo video viene impiegato, è possibile usare una scheda di osservazione e discussione che fa parte anch’essa dei materiali formativi realizzati nel quadro del progetto “Informazione e Formazione Adeguate”.

Una caratteristica comune ai 9 corsi realizzati in questo progetto è fare della formazione un’occasione, oltre che di trasmissione di conoscenze e capacità, anche di riflessione e sviluppo di una maggiore consapevolezza. Il video “Storia di una segnalazione”, è un elemento centrale in questa strategia, anche per la sua capacità di legare la formazione dei lavoratori a quella fondamentale componente dei sistemi di prevenzione aziendale che è il Reporting System, la segnalazione dei pericoli.

Mercoledì, 21 ottobre 2015

Sul numero di agosto-settembre di "Per le strade d'Europa, periodico di Uil Trasporti, è uscito un bell'articolo a firma di Paolo Collini dal titolo: " Salute e sicurezza, il ruolo del lavoratore e l'importanza di segnalare."

Quattro pagine fitte di riflessioni e di rimandi alla normativa, che approfondiscono un argomento cruciale, cui anche i partecipanti al progetto ORO dedicano grande attenzione. È con sorpresa e con piacere dunque che abbiamo raccolto l'approfondito riferimento di Collini al nostro video "Storia di una segnalazione", pubblicato qui sul portale.

Nel suo scritto, Collini dedica un'intera pagina all'analisi del cortometraggio e alla sua importanza, sottolineandone la qualità e riconoscendone il valore in termini di contenuto, di obiettivo appunto: costruire una cultura della sicurezza che vada oltre gli standard di legge e si attesti su livelli di eccellenza.

Per approfondire l'argomento e per ringraziarlo di averci dedicato la sua attenzione, abbiamo raggiunto Paolo Collini e abbiamo raccolto in una intervista audio un approfondimento.

Qui potete leggere l'articolo.

Qui potete ascoltare l'intervista.

Qui potete vedere il Video "Storia di una Segnalazione".

Lunedì, 19 ottobre 2015

Una conferma importante.

Sicurezza in cantiere: introduzione

In occasione di un interessante seminario organizzato lo scorso marzo dall'Associazione Italiana per l'Ingegneria del Traffico e dei Trasporti, appuntamento al quale già si è fatto riferimento nelle pagine di questo portale, tra i relatori vi era anche Paolo Primus, RSPP per la società Milano Serravalle Milano Tangenziali SpA, e coordinatore della Commissione Sicurezza FISE ACAP, nonché Coordinatore Tecnico del Comitato di Gestione ORO.

Riportiamo qui, per chi fosse interessato, il contenuto della sua presentazione: una introduzione al tema della sicurezza nei cantieri autostradali con un riferimento alle nuove Linee di Indirizzo che la Commissione Sicurezza ha prodotto nell'ambito del progetto ORO (a breve disponibili qui sul portale).

Qui il link per scaricare la presentazione.

Venerdi, 3 luglio 2015

In previsione del prossimo Convegno ORØ, che si terrà nell'autunno 2015 e avrà come argomento principale quello delle attività in presenza di traffico, ricordiamo il tema dei requisiti di sicurezza necessari per gli indumenti ad alta visibilità.

Il Decreto Interministeriale del 4 marzo 2013, non ammette più l'utilizzo di Indumenti ad alta visibilità di classe 1 e impone ai datori di lavoro l'obbligo di formazione e addestramento per i lavoratori sui DPI e di adeguare l'impiego dei DPI in conformità alla classificazione delle strade di cui al Codice della Strada.
Il 28 giugno 2013 con la pubblicazione sulla Gazzetta Europea della nuova norma UNI EN 20471 "Indumenti ad alta visibilità - Metodi di prove e requisiti" sono stati introdotti nuovi criteri per la usabilità di indumenti, sostituendo i dettami della precedente UNI EN 471 del 2008.
Tra le principali novità, l'eliminazione della distinzione tra uso professionale e non professionale, l'analisi e la valutazione dei rischi per la scelta degli indumenti ad alta visibilità appropriati a situazioni ad alto rischio, l'esclusione delle bretelle come ausilio alla visibilità poichè non possono essere certificate come conformi ai requisiti, l'esclusione dal calcolo dell'area minima richiesta l'area coperta da simboli, loghi o scritte, l'obbligo che il materiale di fondo (fluorescente) circondi tutte le parti rilevanti (torace, braccia e gambe) con una larghezza minima di 50 mm, l'eliminazione dei requisiti per il materiale a prestazione separata di Classe 1 previsti dalla EN 47, modifica le caratteristiche del pittogramma (va riportato un solo numero indicante la classe del capo di abbigliamento), dispone che sia dichiarato il numero massimo di cicli di lavaggio.

In allegato, una sintesi riassuntiva ed illustrata, messa a disposizione per noi dalla società 3M.

Martedi, 30 giugno 2015

ISO 20471, una sintesi da 3M

Il fenomeno del "contromano",
la Cassazione si pronuncia.

La Giurista Anna Guardavilla commenta per ORØ la Cassazione Penale
Sez. IV, 12 giugno 2015 n. 24857.

Un estratto dal commento:
"Tirando dunque le somme degli elementi che risultano essere stati determinanti nel far ritenere alla Corte di Cassazione l’assenza del nesso di causalità tra la condotta degli imputati gestori delle società concessionarie e l’evento nel caso di specie, si può agevolmente constatare che questi sono strettamente collegati da un lato alla natura della condotta tenuta da O.E., caratterizzata da intenzionalità e volontarietà (una condotta definita “fortemente determinata nell’azione”; “gravemente colposa, se non intenzionale”; consistente in atti “intenzionali e fuori da ogni logica prevedibilità, come tali del tutto eccezionali” posti in essere “volontariamente”), con tutte le relative conseguenze in termini di accertamento (ad esempio riguardo agli eventuali presidi di maggior protezione) e dall’altro alla mancanza in questo caso specifico di poteri di intervento diretto per ragioni di competenza (“l’impossibilità di bloccare istantaneamente la vettura attesa la competenza esclusiva delle Forze dell’Ordine ad intervenire in materia di sicurezza”)."

per scaricare il commento completo clicca qui .

Giovedì, 25 giugno 2015

In previsione del prossimo Convegno ORØ 2015, che avrà come tema portante quello delle attività in presenza di traffico, abbiamo chiesto all'ingegner Treglia, della società ISO 2000 (nostra partner nel progetto ORØ) di raccontarci il suo punto di vista sulla formazione di qualità. Ecco la sua testimonianza.

"Coloro che, per lavoro, operano su strada, si trovano in un contesto di elevata pericolosità per i seguenti motivi:

  • LA STRADA che, se non viene chiusa completamente al traffico, consente la compresenza di traffico-lavoro sulla stessa sede;
  • IL TRAFFICO che, se pure fisicamente separato dall’operatore, passa a fianco di questo;
  • L’AMBIENTE ATMOSFERICO che non sempre è favorevole.

È evidente che l’approccio tecnico-tecnologico, fatto di dotazioni idonee (vestiario, mezzi, segnaletica, ecc..) e di procedure ottimizzate, è, in primis, quello dal quale non si può prescindere per ridurre al minimo i rischi possibili.

Ma quello che è essenziale per tutti coloro che si troveranno a operare su strada è formare la cosiddette sensibilità al contesto.

Questo tipo di formazione, molto più complessa di quella tecnica, coinvolge i soggetti in una forma più personale e profonda in quanto si tratta di comprendere e sentire i pericoli che li circondano per attenuarli e prevenirli. E questo diventa tanto più importante per coloro che si dovessero trovare a operare su strada in modo saltuario, ovvero in situazioni di contesto totalmente differenti.

In questo senso, proprio al fine di raggiungere l’obiettivo della migliore sicurezza possibile, ci si deve affidare a corsi di formazione che tendano soprattutto a formare sulla consapevolezza e la valutazione dei pericoli e sulla prevenzione e minimizzazione dei rischi."

Coerentemente con lo spirito del Progetto ORØ, la società ISO 2000 ci ha messo a disposizione le slide solitamente utilizzate per una presentazione introduttiva alla formazione sul tema. Le condividiamo con voi, al link qui sotto.

La formazione degli operatori stradali

Martedi, 16 giugno 2015

LA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI STRADALI

A cura di Anna Guardavilla (Giurista)

Il concetto di "ambiente di lavoro", la valutazione dei rischi e la tutela dei terzi in ambito autostradale.

In occasione del primo Convegno ORO Obiettivo Rischio Zero, tenutosi a Roma nel giugno del 2014, nell'intervento del Magistrato Walter Saresella e durante la successiva tavola rotonda, sono state esaminate le criticità connesse all’applicazione, in ambito autostradale, della nozione giuridica di “luogo di lavoro”, identificato dalla normativa e dalla giurisprudenza come luogo “accessibile” potenzialmente da parte del lavoratore “indipendentemente dall’attualità dell’attività”.

Tale questione è stata esaminata in relazione ad un’altra questione ad essa strettamente interconnessa e che riveste fondamentale importanza nel comparto autostradale, ovvero quella relativa al rapporto tra il Documento di Valutazione dei Rischi e la tutela dei terzi, sul piano delle responsabilità a seguito di infortunio subito da questi ultimi.

Con specifico riferimento alla valutazione dei rischi, poi, sono state in particolare approfondite le criticità legate all’applicazione dell’obbligo di valutare “tutti i rischi” in un ambiente di lavoro quale quello autostradale in cui da un lato le misure di prevenzione individuate e adottate a tutela dei lavoratori apprestano una indiretta tutela anche ai terzi e, oltre a questo, dall’altro i terzi stessi (prevalentemente gli automobilisti ma non solo) possono essere essi stessi fattore di rischio e possibile causa di lesioni, per i lavoratori oltre che per le altre persone presenti in ambiente autostradale, tramite la commissione di condotte illecite di natura sia colposa che dolosa.

Ci si è inoltre soffermati sulla distinzione tra il concetto di “prevedibilità” e quello di “prevenibilità”, prendendo in esame le ricadute pratiche che tale distinzione comporta in relazione ai principali eventi che possono verificarsi in ambito autostradale.

E’ stata infine esaminata la questione relativa agli intrecci di normative e di competenze con cui chi gestisce la sicurezza nel comparto autostradale si trova costantemente a fare i conti: in questo ambito, infatti, non vigono solo le norme di salute e sicurezza sul lavoro ma anche le norme del codice della strada e, in termini di competenze (in materia di controlli e di soccorsi), sull’asse autostradale operano vari soggetti quali ad esempio la polizia stradale, il soccorso meccanico etc., la cui attività si intreccia - ciascuno nell’ambito delle proprie competenze ma anche con necessità di coordinamento per la risoluzione di alcune problematiche che investono anche questioni di ordine pubblico, di gestione delle emergenze etc. - a quella di coloro che rivestono posizioni di garanzia riguardo alla salute e sicurezza dei lavoratori.

Si è infine riscontrato che, data la peculiarità e la specificità dell’ambito e del regime giuridico in cui operano le concessionarie autostradali, coloro che all’interno delle stesse svolgono un’attività di identificazione e valutazione dei rischi e di identificazione delle relative misure si trovano a dover fare i conti con una scarsa presenza in ambito tecnico-scientifico - a differenza di quanto avviene in altri settori - di strumenti di orientamento che identifichino la “massima sicurezza fattibile”, quella “migliore scienza ed esperienza disponibile in un certo settore produttivo in un certo momento storico” di cui parla la Cassazione in applicazione dell’art.2087 del codice civile, e cioè le “buone prassi”, le “linee guida” e le “norme tecniche” del settore.

Da questo punto di vista divengono dunque estremamente rilevanti le buone pratiche, gli studi e i consolidati tecnico-scientifici sviluppati e maturati all’interno della Commissione Sicurezza di FISE ACAP, messi ora a disposizione delle varie concessionarie tramite il Portale ORO, quale strumento progettato e implementato per consentire scambi di esperienze, di pratiche e di saperi e quindi una reale condivisione - tra gli operatori del settore autostradale - del patrimonio scientifico messo a punto negli anni all’interno del comparto e atto a rappresentare oggi un punto di riferimento per la gestione e la risoluzione delle complesse problematiche di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e dei terzi.

Lunedì, 16 febbraio 2015

Come avrete letto, lo scorso 17 dicembre è stato inaugurato nella Galleria del Gran Sasso un sistema di spegnimento automatico degli incendi di assoluta eccellenza. Primo in Italia, il drone antincendio I Tunnel, progettato e costruito da G.S.A, è frutto dell’ingegneria italiana ed è all’avanguardia nel mondo.

Siamo orgogliosi di questo importante traguardo raggiunto da una società aderente al progetto ORO, che segna il passo sul tema della sicurezza non soltanto per gli utenti della Galleria a doppia canna più lunga d’Europa ma anche per tutti gli operatori che lavorano in galleria o che , come il personale dell’INFN, la percorrono quotidianamente per entrare nei laboratori.

Per avere qualche dettaglio in più sulla adozione di questo innovativo sistema di sicurezza abbiamo intervistato l’Ingegner Trinchini, Project Manager in Strada dei Parchi.

“I monitori telecomandati sono i dispositivi più diffusi a livello mondiale per lo spegnimento degli incendi in complessi industriali a rischio elevato nonché nelle infrastrutture portuali e aeroportuali, grazie alla grande capacità di spegnimento, all’elevata sicurezza del funzionamento e l’assenza di tossicità dell’impiego per le persone. Inoltre, i monitori montati su un carrello mobile, che scorre sulla rotaia, sono in grado di massimizzare l’efficacia di spegnimento e conferire al sistema prontezza d’intervento ed adattabilità alle diverse condizioni.

La Commissione Permanente Gallerie ha approvato la sperimentazione di questa tecnologia innovativa sia per l’interesse che ha destato nella comunità tecnico-scientifica, sia perché rappresenta una soluzione al rischio incendio alternativa a quelle tradizionali.

L’attenzione costante alla sicurezza che Strada dei Parchi conferma con questo importante traguardo, si riflette sulla collettività intera di utenti e lavoratori, compresi i tecnici della manutenzione, gli ausiliari alla viabilità e le squadre mobili di pronto intervento, il personale di Polizia Stradale, chiamato ad operare in continuo pattugliamento presso il traforo, nonché sugli stessi Vigili del Fuoco.”

QUI l’audio di uno stralcio di intervista con l’Ingegner Trinchini (se l’audio si interrompe, mettere in pausa il player e attendere qualche secondo per il caricamento completo del file).

Ecco il video di presentazione del sistema di spegnimento ITUNNEL.

Venerdì, 23 gennaio 2015

Tecnologia della sicurezza nella Galleria del Gran Sasso.

Indumenti ad alta visibilità:

i doveri del datore di lavoro.

Le esigenze di sicurezza finalizzate alla prevenzione e alla riduzione dei rischi per coloro che svolgono attività lavorative in presenza di traffico, ma anche per coloro che in quei cantieri stradali transitano con il proprio veicolo, diventano ogni anno più rigorose.

Nel documento di approfondimento che potete scaricare da questa pagina, parliamo dei cantieri stradali che rientrano nel campo di applicazione del Decreto Interministeriale 4 marzo 2013, vale a dire i cantieri in cui sia presente il traffico veicolare e a quali principi ed obblighi debbano attenersi i gestori delle infrastrutture, le imprese appaltatrici, esecutrici o affidatarie.

Il Decreto individua i criteri minimi di sicurezza riguardo la segnaletica di delimitazione del cantiere nonché la segnalazione specifica dell’attività lavorativa che si sta svolgendo.

Il documento che pubblichiamo qui, in particolare, evidenzia i rapporti tra le predette disposizioni e l’utilizzo diindumenti ad altra visibilità conformi alla Norma ISO EN 20471 che il datore di lavoro deve mettere a disposizione del lavoratore, oltre gli usuali DPI forniti in relazione alla specifica attività da svolgere.

Uno strumento in più, che ci auguriamo possa essere utile a tutti.

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L’Autostrada dei Fiori è caratterizzata da una particolare conformazione orografica, con numerose gallerie e viadotti, dove manca la corsia di emergenza e dove considerevole è la presenza di traffico veicolare.

Nel documento di approfondimento che potete scaricare da questa pagina è riportata la loro esperienza, che dimostra come il rispetto degli obiettivi di legge vada coniugato inevitabilmente con il contesto ambientale.

Proprio le significative “variabili”, dovute alle peculiarità ambientali e logistiche del tracciato, hanno comportato scelte strategiche altrettanto peculiari. Autostrada dei Fiori ha infatti messo in campo un Sistema di Sicurezza a “rete” che vede coinvolte tutte le aree dell’attività aziendale e che vede protagonisti tutti i dipendenti, i quali, ciascuno per la propria mansione, possano garantire le migliori condizioni di sicurezza.

Un esempio che ci auguriamo possa essere uno spunto anche per altri.

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L'esperienza di Autofiori: se il territorio è inusuale serve una strategia inusuale.

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